L'Iper-Digestione dei Media

Odio l'iper-digestione dei media. Ogni volta che esce un nuovo contenuto mediatico in 24 ore lo abbiamo già sezionato, metabolizzato, analizzato e sputato un opinione al riguardo. Forse, dovremmo prendercela più comoda.

Hirayama e la nipote in una scena di Perfect Days che si godono lentamente una pausa.
Hirayama e la nipote in una scena di Perfect Days che se la prendono comoda. Giustamente.

Dopo aver visto il finale di stagione di Stranger Things ho provato un certo fastidio. Non nei confronti di Stranger Things ma, in generale, verso il modo con cui ci approcciamo a serie TV, film, libri e prodotti culturali in generale.

Il punto è che iper-digeriamo i media. L'ultimo episodio di Stranger Things (ma vale lo stesso per qualsiasi altro prodotto) è uscito il 2 gennaio e in meno di 24 ore avevamo già ogni possibile commento e dibattito a riguardo. In 24 ore era già stato sezionato, metabolizzato, analizzato e, a quanto pare, ogni essere umano online aveva un'opinione in merito.

E non opinioni qualunque, ma opinioni forti! Perché o fa tutto schifo o è un capolavoro. Non ci sono vie di mezzo. Perché i giudizi intermedi non sono abbastanza audaci e non piacciono agli dèi dell'algoritmo che ci gonfiano l'ego.

Odio il fatto che abbiamo perso le sfumature. Odio che abbiamo perso la pazienza di goderci un'opera per conto nostro; che abbiamo perso il privilegio di non avere un'opinione, o di cambiarla dopo un po' di tempo.

Alcuni dei miei libri e film preferiti sono libri e film che all'inizio non mi erano piaciuti. Mi avevano confuso. Mi avevano irritato. Poi, col tempo, mi sono rimasti dentro. Mi ritrovavo a tornarci su più e più volte. Quando ho visto Perfect Days per la prima volta, per esempio, non mi aveva colpito e l'avevo derubricato con un voto di 3 stelle su 5. Ma mi è rimasto impresso, tornavo a pensarci a intervalli regolari. Dopo un mese l'ho rivisto e mi è piaciuto di più e ho apprezzato dettagli che mi erano sfuggiti la prima volta. Ora è probabilmente uno dei film recenti che ho citato più in assoluto (ecco, l'ho fatto di nuovo!)[1]

Non ho sezionato ogni buco di trama. Non ho guardato un video su YouTube che mi spiegasse perché facesse schifo o perché fosse un capolavoro. L'ho semplicemente guardato, l'ho lasciato filtrare nella mia anima e dopo un mese ho distillato un'opinione. Un'opinione che, tra l'altro, potrebbe cambiare in futuro.

Alla fine, però, questa iper-digestione mediatica non mi danneggia in prima persona (almeno non direttamente). Non sono bazzico troppo i social e sono spesso comicamente ignaro di cosa dice "il popolo del web." Ma mi sento in dovere di cominciare il 2026 con un incoraggiamento: dovremmo provare di più ad assorbire lentamente un libro, un film o un album musicale. Dovremmo lasciarlo sedimentare dentro di noi senza sentire l'obbligo di avere un'opinione e, soprattutto, senza le opinioni degli altri. Forse – e ripeto forse – scopriremo di avere un punto di vista unico e personale al riguardo.


  1. Mi rendo conto che il tema di Perfect Days si sposa benissimo con quello di questo articolo. Oh, ecco un'altra citazione!